Per ristoranti, pizzerie e bar
Comande che arrivano in cucina nell'ordine delle portate, conti che si dividono davvero, menù col QR. Gira sul tuo computer e sulla tua rete: se internet cade, il servizio va avanti.
La demo è aperta, senza registrarsi: è il programma vero con dentro un servizio di esempio.
Come funziona una serata
Un tavolo non è uno scontrino. Sta aperto due ore, ci si aggiungono cose tre volte, e alla fine qualcuno paga solo la sua parte. TavolaGo è costruito attorno a questo.
Coperti, eventuale coperto a persona, e il conto resta aperto. Un tavolo può avere un solo conto aperto: non è una regola scritta nel programma, è un vincolo del database, quindi non ci si può trovare con due conti sullo stesso tavolo nemmeno sbagliando.
Ogni ordinazione è un giro: antipasti adesso, secondi dopo. Il prezzo viene congelato quando la riga viene scritta, così se domani cambi il menù i conti di ieri restano quelli che hai incassato. Le varianti si aggiungono qui: «senza cipolla» non costa niente, «con bufala» sì, e il sovrapprezzo lo mette il programma.
Alla romana in un tocco, oppure quota per quota decidendo chi ha preso cosa. Si può anche spostare un conto su un altro tavolo o unirne due, se il gruppo si è ricomposto.
Una cosa che manca in molti gestionali: il conto diviso non è un calcolo a mente fatto alla cassa. Le quote esistono nel programma, si pagano una per una, e finché non sono tutte pagate il tavolo non si chiude.
Le schermate vere
Sono catture dell'applicazione con dentro un servizio di esempio: tre tavoli aperti, dei piatti mandati in cucina e altri in attesa. Toccale per vederle a grandezza vera. Le stesse schermate le trovi nella demo, che è aperta e non chiede di registrarsi.
Il menù è diviso per categorie e ogni piatto porta con sé i suoi allergeni e le scorte rimaste. Il totale si aggiorna a ogni tocco; il pagamento è una schermata a parte, col resto scritto grande.
La mappa dei tavoli con il conto di ciascuno. Si tocca un tavolo e si vede cosa ha ordinato, quanto sta, se è ora del dolce.
Quanto è entrato, diviso fra contanti e carta. Si scrive il contante che c'è davvero nel cassetto e si vede subito se torna. La chiusura archivia il periodo e azzera i contatori: lo storico resta.
Gli antipasti partono subito, i primi restano in attesa. Quando i primi vengono consegnati, i secondi si liberano da soli.
Un telefono qualsiasi collegato al wi-fi del locale. Il cameriere prende l'ordine dove sta il cliente, e la comanda è già in cucina prima che lui torni al bancone.
Non è un calcolo fatto a mente alla cassa. Le quote sono righe vere: si incassano una per una, con contanti o carta, e finché ne resta una aperta il tavolo non si chiude.
Dove gira
TavolaGo non è un servizio in abbonamento su un server lontano. È un programma che gira su un computer nel locale; casse, palmari e monitor di cucina si collegano a quello.
La rete che serve è quella interna. Il collegamento a internet serve per il menù online e per gli aggiornamenti, non per battere un conto o stampare una comanda.
La comanda va in coda e viene stampata quando la stampante torna. Non si perde e non serve ricordarsi di rifarla.
Il database del locale è cifrato sul disco: se il computer viene rubato, chi lo accende non trova i tuoi incassi in chiaro.
Copie automatiche a ogni avvio e durante il servizio, con la possibilità di mandarle anche su una chiavetta o una cartella di rete.
Le carte che devi tenere
Un controllo non contesta le righe scritte male: contesta i giorni vuoti. E i giorni vuoti non nascono perché nessuno guarda la cella — nascono perché nessuno scrive. TavolaGo tiene otto registri e ti dice quali sono rimasti indietro.
Temperature, pulizie, merci in entrata con fornitore e lotto, olio delle friggitrici, cottura e abbattimento, controllo dei termometri, infestanti, formazione del personale. Ognuno coi suoi campi, e la stampa del mese da mettere nel raccoglitore.
Da quanti giorni non si scrive su ogni registro, e quali scadenze arrivano entro un mese. Gli attestati HACCP li vedi scadere prima, non quando te li chiedono. Sui registri che si compilano quando capita non ti dà nessun allarme: un avviso che grida ogni giorno non lo guarda più nessuno.
Si costruisce dal tuo menù e si stampa: i quattordici allergeni piatto per piatto, con scritto «da verificare» accanto a quelli che non hai ancora compilato — invece di far credere che siano assenti.
Detto chiaro: questi registri non sostituiscono il piano di autocontrollo. Il piano — pericoli, punti critici, limiti — lo scrive il tuo consulente ed è tuo. Il programma serve a compilarlo tutti i giorni e a ritrovarlo quando serve; i limiti che valgono restano quelli scritti là dentro.
Fuori dal locale
Un QR sul tavolo apre il menù aggiornato — quello vero, quello che hai in cassa. Non un PDF da rifare ogni volta che cambi un prezzo.
Ogni tavolo ha il suo: chi ordina online arriva già col numero giusto. I fogli da stampare li fa il programma, con il logo e i colori del locale.
Un indirizzo tipo menu.tavolago.it/trattoria-da-nedo con menù, orari e
dove sei. Da mettere su Google, sui social, sul volantino.
Chi vuole può ordinare prima e passare a ritirare. L'ordine arriva in cassa con il nome e l'ora.
Dalla pagina del locale si prenota da soli: nome, ora, quante persone. In Sala le vedi accanto ai tavoli e le segni confermate o arrivate.
Per chi è
Parliamone
Quante casse servono, se la cucina stampa da sola, se c'è un forno a parte. Su queste cose il preventivo cambia, quindi meglio dirsele prima.
Oppure via email: info@tavolago.it